Psicologa- ADOLESCENTI E ADULTI

Elisa Castellano

Psicologa- ADOLESCENTI E ADULTI

CONSULENZA PSICOLOGICA

 

La consulenza psicologica (o counseling) comprende tutte le attività caratterizzanti la professione psicologica, e cioè l’ascolto, la definizione del problema e la valutazione, l’empowerment, necessari alla formulazione dell’eventuale, successiva, diagnosi.

 

Lo scopo è quello di sostenere, motivare, abilitare o riabilitare il soggetto, all’interno della propria rete affettiva, relazionale e valoriale, al fine anche di esplorare difficoltà relative a processi evolutivi o involutivi, fasi di transizione e stati di crisi anche legati ai cicli di vita, rinforzando capacità di scelta, di problem solving o di cambiamento. 

 

CONSIGLIO NAZIONALE DELL'ORDINE DEGLI PSICOLOGI

SOSTEGNO PSICOLOGICO

 

Il sostegno psicologico è una funzione di tipo supportivo alla tenuta delle condizioni di benessere della persona, del gruppo o di una istituzione.

 

Il sostegno psicologico si realizza quindi in tutti quei casi entro i quali si ritiene opportuno garantire continuità e contenimento ad una data condizione.

 

Il sostegno psicologico può ad esempio seguire ad un intervento riabilitativo con il fine di rinforzare, solidificare, i risultati ottenuti; ed è opportuno in quelle condizioni irreversibili e/o croniche entro le quali svolge una importante funzione di contenimento e tutela (si pensi ad es. alle patologie degenerative), anche per coloro che le vivono indirettamente.

Il sostegno psicologico è un intervento il cui obiettivo è il miglioramento della qualità di vita dell’individuo e degli equilibri adattivi in tutte le situazioni (di salute e di malattia), nelle quali ciò si rileva opportuno, sviluppando e potenziando i suoi punti di forza e le sue capacità di autodeterminazione, e che necessita della stesura del bilancio delle disabilità, delle risorse, dei bisogni e delle aspettative del soggetto, nonché delle richieste e delle risorse dell’ambiente.

 

Il sostegno psicologico realizza interventi diretti e mirati ad ottimizzare ogni tipo di relazione affettiva, adeguando la percezione del carico delle responsabilità e sviluppando le reti di sostegno e di aiuto nelle situazioni di disabilità o disagio psichico. 

 

CONSIGLIO NAZIONALE DELL'ORDINE DEGLI PSICOLOGI

TRAINING AUTOGENO

Una tra le tecniche terapeutiche di rilassamento con maggiore efficacia è il training autogeno. Questo vero e proprio allenamento mentale nasce nei primi del 1900 da Johannes Schultz, un medico psichiatra di Berlino. Da quel momento ha avuto un crescente successo perché le persone hanno trovato benefici con uno strumento alla portata di tutti che può davvero migliorare la qualità della vita.

La caratteristica fondamentale è l’autonomia del soggetto nel mettere in pratica la tecnica. Una volta appresa con l’aiuto di un professionista, si può (anzi, si deve) eseguire da sé. Diventiamo quindi responsabili della nostra stessa «guarigione».

Il training autogeno non è solo una tecnica che ci permette di diminuire ansiastress stati depressivi ma sa lavorare molto bene anche sul potenziamento di condizioni che hanno bisogno di essere rinforzate.

Un classico esempio è quello degli sportivi che utilizzano la tecnica per sviluppare una maggiore attenzione e consapevolezza e di conseguenza migliorano la propria prestazione sportiva.

Il nostro benessere e la riuscita del Training Autogeno dipendono solo dalla nostra motivazione a stare meglio, abbiamo quindi tutta la responsabilità di prenderci cura della nostra mente e del nostro corpo

MINDFULNESS INDIVIDUALE

Mindfulness significa portare attenzione al momento presente in modo curioso e non giudicante (Kabat-Zinn, 1994). Mindfulness è quindi un processo che coltiva la capacità di portare attenzione al momento presente, consapevolezza e accettazione del momento attuale (Hanh, 1987).

Gli elementi costitutivi della Mindfulness, che emergono dalle definizioni riportate sopra (consapevolezza e attenzione) evidenziano quale sia la finalità della pratica Mindfulness, e quindi la sua tensione etica: l’obiettivo è quello di eliminare la sofferenza inutile, coltivando una comprensione e accettazione profonda di qualunque cosa accada attraverso un lavoro attivo con i propri stati mentali. Secondo la tradizione originaria, la pratica della Mindfulness dovrebbe permettere di passare da uno stato di disequilibrio e sofferenza ad uno di maggiore percezione soggettiva di benessere, grazie ad una conoscenza profonda degli stati e dei processi mentali.

State of Mind-Il Giornale delle Scienze psicologiche

 


Per saperne di più: http://www.stateofmind.it/tag/mindfulness/

Ricevo a Ponte Sesto di Rozzano (MI).